giovedì 26 marzo 2009

La ricerca Google è sempre più intelligente


I motori di ricerca utilizzano un sistema di connessioni che sono sempre più vicini al modo umano di costruire nessi e relazioni.
Google è sicuramente l'esempio più calzante di questa vicinanza, tanto più che da ieri il motore, a partire dalla versione USA, ha arricchito il suo servizio di un nuovo pezzo di intelligenza: è lui che prova a capire cosa stai cercando e ti fornisce una traccia.

Materialmente (come spiegano sia il blog aziendale che il Los Angeles Times e ReadWriteWeb) ciò che accade è che il risultato della ricerca contiene una stringa di parole - quindi non necessariamente una frase di senso compiuto - ma parole che il motore ritiene attinenti alla ricerca così come è stata intepretata e che rinviano ad altre ricerche che sono state effettuate sul motore. E’ come se Google ti dicesse: forse stai pensando come queste altre persone?

Questa stringa (”snippet”) sarà indicata in neretto. Ma al di là di questa, ci saranno anche link a ricerche correlate in fondo al blocco di testo del risultato. Se funziona, significa che avete fatto centro e quello è il vostro link . Non sarà una sola fonte ad essere indicata, perché il software “ragiona” in termini associativi: cerca le relazioni tra le parole che avete indicato come elementi della ricerca.

Con il nuovo sistema, reso possibile da acquisizione di società dedicate a questo tipo di sviluppo intellettuale, acquisizioni fatte da Google negli anni scorsi, il motore vi proporrà diverse voci correlate alle parole che avrete ricercato. Vi offrirà cioè delle vie di raffinazione e messa a fuoco del contenuto cercato ma servendosi dell’esperienza di altri utenti. Della loro mente e delle loro associazioni.
A Google la novità permete di rendere il servizio sempre più aderente alle logiche di ricerca e quindi di pensiero umano: l’algoritmo impara dall’umano, memorizza i suoi percorsi associativi, ne studia le frequenze.
Quasi come il nostro cervello.

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