venerdì 12 settembre 2008

Scuola 2.0

Ci siamo. Lunedì, dopo un bel po' di settimane di riposo (che rimpianto le vacanze estive di quando eravamo piccoli, tre mesi di vero spasso e Relax con la ERRE maiuscola!) si torna quasi ovunque sui banchi di scuola.

Lunedì prossimo, proprio in occasione della ripresa delle scuole e in concomitanza con un anno scolastico che si preannuncia pieno di novità (più o meno gradite), si terrà lo SCUOLA DAY: una giornata dedicata al mondo della scuola, con una location particolare, il web. O, meglio, il web 2.0.

Il programma della maratona, organizzata e promossa da Il Sole 24 Ore, prevede una serie di dirette in streaming sul portale http://www.ilsole24ore.com/, a partire dalle 08.00 del 15/09, con studenti, docenti e con l'intervento diretto degli utenti che invieranno i loro materiali (video, disegni, etc) sulla scuola.

Qui tutti i dettagli e il programma del primo giorno di scuola (day).

giovedì 11 settembre 2008

Appuntamento con il ricordo


Le ricorrenze mettono un obbligo sulle spalle delle persone, l'obbligo morale di non dimenticare, così ogni anno si trova un modo diverso di commemorare una data, una ricorrenza, un'evento terribile com'è stato quello dell'11 settembre 2001.

Noi che di mestiere cerchiamo di comunicare andiamo sempre alla ricerca di nuovi modi per parlare degli avvenimenti, nuove forme retoriche, nuove parole che evochino l'evento dando un taglio innovativo e non ridontante. A volte ci si riesce, altre no. A volte le parole finiscono, forse perchè se ne dicono troppe.

Oggi, Subvertising ha pubblicato il nuovo numero con un'interessante articolo sul passaggio della pubblicità al nuovo millennio, sui momenti di stop improvviso e violento, per poi ripartire da capo... tutto da rifare.

L'11 settembre come momento di rottura, di passaggio da una fase a un'altra della storia, della politica, ma nel nostro caso della comunicazione. Rubiamo questo taglio, ma solo per citarlo perchè ci sembra davvero interessante.


Qui, potete leggervi tutto il magazine, dove al'interno c'è l'interessante articolo...

mercoledì 10 settembre 2008

E dopo le nuche... il cappuccino



Quante volte vi è capitato, entrando in un bar di mattina, infreddoliti, di chiedere un cappuccino bollente al barista e di vedervelo recapitare con una bella decorazione a forma di cuore, o di foglia, realizzata con la schiuma di latte? Un'attenzione che fa piacere, strappa un sorriso e fa iniziare la giornata con il buon umore.
Ebbene, alla destrezza e alla cortesia dei baristi (italiani e non solo) a breve si affiancherà la tecnologia. E oltre ai cuori di schiuma di latte, regalati alle belle ragazze, sulla tazza troneggeranno messaggi pubblicitari, loghi, disegni articolati da far invidia ai più dotati designer! Non saranno quindi solo le tazze e i biecchieroni di carta stile Starbucks a essere brandizzati: direttamente il loro contenuto diventerà spazio pubblicitario.


Tutti i dettagli sul sito http://onlatte.com/blog
E qui un (as)saggio:

martedì 9 settembre 2008

Nuove fronti(ere) dell'advertising


In questi giorni in cui le compagnie aeree sono al centro dell'attenzione, tra fallimenti, capitalizzazioni, incidenti e chi più ne ha più ne metta, l'Air New Zealand, forte del suo claim "Amazing journeys, Every day" sta promuovendo una singolare e divertente iniziativa di marketing.

Non bastano il web, i 6x3 in giro per le strade, gli spot tv e radio, le sponsorizzazioni: adesso la compagnia aerea è alla ricerca di 50 teste (nel senso più fisico del termine) calve su cui tatuare lo spot che promuove il nuovo servizio di check in rapido.

Il casting è partito e i 50 fortunati prescelti si aggiudicheranno la bella cifra di 1000 NZ$ a testa (è proprio il caso di dirlo!!).

lunedì 8 settembre 2008

L'Ipod è mio!


"L'Ipod è mio!" questo deve aver pensato Mr. Kramer, quando si è visto il piccolo oggetto del desiderio targato Apple. Un bel colpo per lui, che nel 1979 aveva brevettato il piccolo lettore ma poi negli anni ottanta, a causa di problemi economici non ha potuto rinnovare il brevetto, e in batter d'occhio tutti hanno potuto mettere le mani sulla sua creatura. Bella sfortuna, soprattutto se si guarda ai numeri, ai pezzi venduti nel mondo.

Ma si sà, come tutti i grandi brand, basta vedere la storia a tratti fantastica della nascita del "baffo" Nike, hanno una loro leggenda, una loro storia da raccontare.

Così il Corriere.it ha pubblicato questa notizia che riporto di seguito per esteso sulla sfortunata avventura di Mr. Kramer che oltre ad aver perso ogni diritto sul suo prodotto, ha anche ricevuto da Apple un Ipod in regalo, per aver testimoniato a suo favore in una causa legale. Oltre al danno anche la beffa.

Kane Kramer, 52 anni, depositò la sua invenzione ma non avevai soldi per il rinnovo. E tutto divenne di pubblico dominio

Il papà dell'iPod? E' inglese"Lo brevettò già nel 1979"

Apple ora riconosce il suo "contributo" ma nessuna ricompensa


LONDRA - Ogni minuto, al mondo, si vendono 100 iPod. Il gadget musicale cult targato Apple ha fruttato alla casa madre miliardi di dollari, eppure il suo inventore non ha visto neppure un penny. Il vero papà del popolarissimo mini lettore di file musicali è Kane Kramer, un inglese che ha lasciato la scuola a 15 anni e oggi, a 52 anni, è costretto a vivere con moglie e figli in una casa in affitto dopo aver dovuto vendere quella di proprietà per difficoltà economiche. La sua invenzione risale al 1979. La colpa? Non essere riuscito a mettere insieme nel 1988 le 60mila sterline necessarie a rinnovare il brevetto per tutelare la sua creatura. Che, quindi, divenne di proprietà pubblica. Ora, racconta il Daily Mail, anche Apple riconosce la paternità dell'invenzione in base a nuovi documenti depositati per una causa legale. La casa di Cupertino ha perfino fatto volare Kramer in California perché testimoniasse durante una disputa in tribunale che la vede opposta a Burst.com, che a sua volta sostiene di possedere il brevetto per la tecnologia dell'iPod e chiede quindi ad Apple una consistente fetta dei profitti miliardari. L'idea dell'iPod, che Kramer aveva chiamato IXI, risale al 1979. Allora in un singolo chip riuscivano ad entrare tre minuti e mezzo di musica, ma Kramer era - giustamente - convinto che la capacità potesse migliorare notevolmente. Brevettò in tutto il mondo la sua scoperta e mise in piedi una società per sviluppare l'idea. Ma nel 1988, racconta sempre il Daily Mail, dopo la rottura del board, non riuscì a racimolare la cifra necessaria a rinnovare il brevetto. Il resto è storia, a diversi zeri.
Ora Kramer sta negoziando con Apple un compenso per il copyright che detiene sul disegno originale del lettore, praticamente identico all'iPod con la mela morsicata. Finora, però, ha ricevuto solo un compenso per la consulenza legale fornita ad Apple. E un iPod regalatogli dall'azienda di Cupertino, che però si è rotto dopo otto mesi. Ma lui uno nuovo non se lì ancora potuto permettere.

(8 settembre 2008)

venerdì 5 settembre 2008

L'iPhone scivola sulla sicurezza


Ci ritroviamo ancora una volta a parlare di iPhone, oggetto dei desideri dei patiti del cellulare. E ancora una volta però ci ritroviamo a segnalare un deficit di sicurezza del tecnologicissimo telefonino.

A trovare l'ennesima faglia alla sicurezza dell'iPhone non è stato un esperto hacker ma gli stessi possessori dell'oggetto.
Sul forum http://www.macrumors.com/ è infatti apparso un articolo di un utente che spiegava come, attraverso la versione 2.02 del firmware, si poteva accedere ai dati personali del possessore dello smartphone semplicemente premendo due volte il tasto home in corrispondenza dell'icona per le chiamate d'emergenza.
Attraverso questa combinazione di tasti infatti, veniva in pratica ‘bypassata' la password di accesso, e si accedeva direttamente alla sezione preferiti, per cui un malintenzionato, pur non conoscendo la password poteva accedere ai numeri di telefono, all'indirizzo mail del possessore, nonché fare telefonate e navigare su internet.
Apple ha assicurato che risolverà questo ‘backdoor' il più presto possibile; nel frattempo però ha consigliato a tutti i possessori dell'iPhone con tale firmware di adottare un semplice metodo per ovviare temporaneamente al problema: "Configurate l'iPhone in modo che il doppio clic sul tasto Home conduca alla pagina di apertura, che se l'apparecchio è in modalità 'blocco' è appunto la pagina che chiede la password".
Un metodo troppo manuale forse per un oggetto a così alta tecnologia...

giovedì 4 settembre 2008

IFA 2008


Si è chiusa ieri IFA - Consumer Electronics Unlimited, evento noto in tutto il mondo per posizionarsi come principale fiera europea e seconda a livello mondiale dopo il CES di Las Vegas, per quanto riguarda l'elettronica di consumo.


Dal Sole24ore un utile dossier ha fatto da reportage dell'evento. Se il CES è, almeno per noi, un territorio esplorato (e con successo!), IFA ce la siamo fatti scappare, Argh!


Cosa ci siamo persi? Innanzi tutto la possibilità di vedere e vivere Berlino per qualche giorno, e poi tutte le novità tecnologico di "largo" consumo.
Inoltre la presenza di grandi aziende come la Siemens e la Fujitsu con mininotebook e tv ultrapiatte.
Sul pianeta cellulari invece una previsione interessante per gli addetti ai lavori, soprattutto per la crescita del mercato e i movimenti creati dall'entrata di nuove grandi aziende.


Insomma, un bell'evento... chi sa orientarci meglio su ciò che si è detto e fatto all'IFA ci segnali pure i link, che sono sempre molto graditi! ;-)

mercoledì 3 settembre 2008

Google, solo Google, sempre Google


E Google arrivò al browser.
E' notizia fresca fresca che il colosso statunitense, dopo i motori di ricerca, l'UGC, e molto altro Web 2.0, ha rilasciato la prima versione beta di Google Chrome, browser open source.
Chrome è stato rilasciato in 40 lingue, per Windows Xp e Windows Vista: le versioni per Linux e Mac dovrebbero arrivare nei prossimi mesi. Le caratteristiche che dovrebbero caratterizzare il nuovo browser e che dovrebbero indurre gli utenti a scaricarlo e installarlo sui propri pc sono la velocità, la stabilità e, soprattutto, la sicurezza. Il tutto, naturalmente,con un occhio alla facilità di utilizzo.
La nascita del nuovo browser targato Google è stata anticipata da un fumetto che ne illustra le caratteristiche e il funzionamento.

martedì 2 settembre 2008

Un “coccodrillo” per Steve Jobs”


Si sa, le notizie oggi sono velocissime, si diffondono alla velocità della luce, i fatti non fanno in tempo ad accadere che sono già notizia.
Questa volta però la notizia ha preceduto il fatto, che per fortuna dell’interessato, non è mai successo!

Il 29 Agosto l'agenzia Bloomberg ha lanciato un "coccodrillo" in piena regola, nel quale si dava conto della morte di Steve Jobs e si raccontava in breve la vita del personaggio.

Davvero un bel necrologio, peccato, o meglio, per fortuna, che Steve Jobs sia vivo.

Ok, è risaputo che giornali e agenzie preparano in anticipo pezzi del genere sui personaggi famosi, specie su quelli ritenuti in qualche modo "a rischio", per età o stato di salute, normalmente però si riservano la pubblicazione quando l’interessato passa a miglior vita.

Insomma, una gaffe non da poco quella dell'agenzia Bloomberg, tra l’altro una delle più apprezzate agenzie newyorkesi.
Se poi si tiene conto del fatto che l’errore capita in un momento delicato, la gaffe è doppia: Steve Jobs, sopravvissuto negli scorsi anni a un tumore al pancreas, era apparso nei mesi scorsi magrissimo e consunto alla WWDC, e le curiosità sul suo stato di salute avevano iniziato a farsi sempre più pressanti.

La notizia è stata tolta dal sito Bloomberg, ma i più curiosi potranno leggere il testo originale qui.

Morale della favola? Le notizie viaggiano alla velocità della luce, ma restano sempre un passo indietro ai fatti, quando tentano il sorpasso diventano a loro volta fatti su cui si costruisce una notizia…

Discombugogglamento


Dedicato agli addetti ai lavori e anche agli appassionati di internet... siamo ad alto rischio dipendenza! Forse già ne subiamo le conseguenze, ma per correre ai ripari Repubblica.it ci fornisce una definizione della nostra malattia da astinenza da internet.

Visto che siamo già colpiti da questa sindrome meglio evitare qualche click, così ecco a voi l'intero articolo tratto da Repubblica.it.

Buona lettura!

Ansia, rabbia, nervosismo: secondo un sondaggio quasi metàdella popolazione della Gran Bretagna soffre di questo disturbo
Si chiama "Discombugogglamento"la malattia di chi si trova senza web

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Vi è capitato di innervosirvi, agitarvi, arrabbiarvi, quando non riuscite a collegarvi a internet, a entrare in un determinato sito o a scaricare dati dal web? Ebbene non siete soli e le vostre sensazioni hanno un nome: "discombugogglamento". E' il termine coniato da uno psicologo inglese, sulla base di un sondaggio che rivela come quasi metà della popolazione della Gran Bretagna soffra di un simile disturbo. Il dottor David Lewis definisce la malattia come "crescenti livelli di stress, provocati da difficoltà ad andare online": la parola è una fusione di "scombussolamento" e di "google", il motore di ricerca diventato quasi un sinonimo della rete stessa. Il sondaggio, commissionato dal servizio di informazioni telefonico, indica che il 44 per cento dei cittadini soffrono di questa malattia dell'era digitale, con più di un quarto, il 27 per cento, che ammettono di stare decisamente male quando incontrano problemi a collegarsi o a compiere certe operazioni su internet.
"La proliferazione della banda larga (a cui nel Regno Unito è collegato oltre il 70 per cento della popolazione, ndr.) significa che per la prima volta nella storia siamo entrati nella cultura delle risposte istantanee", afferma il dottor Lewis. "Una galassia di informazione è ad appena un click del mouse di distanza e se per raggiungerle occorre qualche secondo in più della norma diventiamo impazienti, smaniosi, a disagio. Siamo diventati dipendenti dal web". Lo psicologo ha misurato i livello di stress in un campione di oltre 2 mila persone, seguendo il ritmo cardiaco e l'attività cerebrale. "E' stato sorprendente vedere come aumentavano la pressione del sangue e l'attività del cervello dei partecipanti non appena venivano scollegati da internet e non riuscivano a ricollegarsi", ha detto.
Il sondaggio rileva inoltre che il 76 per cento dei britannici non potrebbe vivere senza internet, che oltre metà della popolazione usa il web da una a quattro ore al giorno e che il 19 per cento passa più tempo on line che con la propria famiglia. Il 47 per cento dichiara che internet è più importante della religione nelle vite della gente.