giovedì 16 ottobre 2008

Lo scandalo dei busti a Roma Eur: guerrilla marketing di cattivo gusto?


Nella mattinata di ieri 15 Ottobre, nel giardino nei pressi del palazzo della Civiltà del Lavoro a Roma Eur, sono comparsi quattro busti in polistirolo raffiguranti il "nero", il "libanese", il "freddo", e il "dandi", ovvero i boss della famigerata Banda della Magliana.

Si è trattato di un´operazione di guerrilla marketing, curata dalla società Spot & Film Srl, per il lancio della serie tv, in onda dal 10 novembre su Sky Cinema 1, ispirata dal film "Romanzo Criminale" e tratto dall´omonimo libro di De Cataldo.
L’azione di guerriglia marketing prevedeva di piazzare nottetempo davanti al Palazzo della Civiltà del lavoro all’Eur quattro busti raffiguranti i boss della nota gang. Tempo tre giorni e le lapidi sarebbero state distrutte a dimostrazione che «il crimine non paga».
L'azione è stata inoltre preceduta da un filmato poi caricato su YouTube (anche quello cancellato) che ritraeva alcuni uomini, incappucciati, scendere da un furgone bianco e installare i busti al grido di «Libanese uno di noi», riferendosi al soprannome di Franco Giuseppucci.



L'iniziativa ha destato curiosità e polemiche tanto che il sindaco Alemanno dopo aver definito "di cattivo gusto" l'azione pubblicitaria, ha predisposto la rimozione delle statue.
Insomma, tutto è rientrato nello spazio di una mattinata ma intanto l'atto di guerrilla marketing ha raggiunto il suo scopo: passanti incuriositi hanno immortalato i quattro busti con foto e telecamere, inoltre il clamore suscitato fa scommettere sul fatto che il lancio della serie tv sia comunque riuscito...

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